Node.js

Francesco Ciannavei

Node.js

Node.js è dove tutto è iniziato: nel 2019, al liceo, ho scritto i miei primi bot Discord. Un hobby che è diventato la scintilla della mia carriera. Da lì uso Node per backend, automazioni, tool da riga di comando e generazione di documenti.

Le origini: Discord e le API

I primi bot davano il benvenuto ai nuovi utenti, mettevano musica, assegnavano ranghi, tenevano lontani gli spammer dalla chat e facevano giocare. Erano usati da persone vere, che mandavano segnalazioni di bug e richieste di funzioni. Mi hanno insegnato concetti che applico ancora: programmazione a eventi, gestione delle connessioni WebSocket, autenticazione con API esterne e il mantenere un programma attivo giorno e notte. Questo percorso è raccontato anche nella pagina sullo studio da autodidatta.

Full-stack JavaScript

Node mi ha permesso di portare JavaScript oltre il browser, creando un ponte naturale tra frontend e backend: stesso linguaggio sui due lati, modelli di dati coerenti, una sola sintassi da padroneggiare. Quando sviluppo un'API penso già a come verrà consumata dal client, e viceversa.

Lo script che genera il mio curriculum

Il mio curriculum, in italiano e in inglese, è un PDF generato da uno script Node.js con PDFMake: tengo il contenuto in un formato strutturato e genero l'output con un comando. Un workflow lo rigenera una volta al mese e a ogni push, come descritto nella pagina su CI/CD.

Automazione e scraping

Node è ottimo per gli strumenti da riga di comando e le automazioni. Un esempio: per portare su WordPress il catalogo di un'app PHP che non permetteva di esportare il database ho scritto uno script con Cheerio che leggeva le pagine di prodotti e categorie. La storia è nella pagina su jQuery.

Da hobby a professione

Dai primi bot alle applicazioni di oggi, Node resta uno strumento che uso regolarmente, accanto ad altri linguaggi backend come PHP e Go a seconda di cosa serve al progetto.

Rating
9/10

Dove l'ho usato: